Nigeriano accoltellato a Rimini: “ferma condanna” dalla diocesi. “Urge lavoro educativo”

“Ferma condanna nei confronti del violento gesto perpetrato verso il ragazzo nigeriano” e “piena solidarietà e vicinanza nei confronti dell’aggredito”: così don Maurizio Fabbri, vicario generale della diocesi di Rimini, commenta la violenta aggressione avvenuta mercoledì sera nei confronti di un richiedente asilo nigeriano di 25 anni, ricoverato ora in condizioni gravissime. Ad apostrofarlo con insulti razzisti e poi investirlo con l’automobile, picchiarlo ed accoltellarlo solo perché chiedeva l’elemosina davanti ad un supermercato è stato un trentenne romano risultato positivo alla cocaina. “Anche la Chiesa riminese si sente fortemente interpellata dal grave, inqualificabile gesto di intolleranza e di violenza – commenta -. Purtroppo, tendiamo ad assuefarci cosi velocemente ad ogni tipo di aggressività che anche questo brutale episodio rischia di lasciare la traccia di una notizia di cronaca nera su un quotidiano o al telegiornale”. Fatti come questi, precisa, “mostrano come sia urgente un lavoro educativo al rispetto della dignità di ogni persona, di ogni uomo e donna, di qualunque cultura, religione, tendenza sessuale, provenienza e condizione sociale, da attuarsi nelle famiglie, nella scuola, nelle parrocchie e nelle diverse realtà associative ecclesiali, nei luoghi del divertimento e del tempo libero, e sui mezzi di informazione e comunicazione. In caso contrario ci fermeremmo solo ad una condanna retorica e quindi sterile”.

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