Lavoro: Costalli (Mcl), servono “modalità e strumenti nuovi” e “un progetto complessivo che coinvolga tutto il Paese”

Oltre “a battersi” perché il Paese “riparta” e lavorare “perché questo avvenga attraverso un progetto complessivo che coinvolga tutto il Paese (dal Nord al Sud), è necessario anche attivare tutti gli strumenti per rendere poi tutto più facile, alla portata di tutti”. Lo ha detto oggi pomeriggio il presidente del Movimento cristiano lavoratori, Carlo Costalli, al Consiglio nazionale del Movimento in corso a Roma. La vera sfida, spiega, non è “conservare o rottamare gli strumenti del passato, in una logica di tesi e antitesi che rischia di non condurre a nulla”, ma “trovare una sintesi nuova tra il sistema attuale e le necessità e i bisogni che emergono dagli oltre tre milioni di firmatari dei quesiti referendari, e questo al di là del fatto che i quesiti referendari siano, o no, stati ammessi”. Per Costalli “l’abolizione dei voucher è un ennesimo errore di una politica schizofrenica e poco lungimirante, una politica che continua a far prevalere le scelte tattiche del momento e non è in grado di avere una visione generale dei problemi del Paese”, mentre “aver messo nell’angolo il sindacato inteso come fattore di freno alla modernità” è il grave limite del Jobs Act, riforma “importante più sul piano mediatico-comunicativo” che “nella realtà della vita delle persone e delle imprese che hanno problemi ben più urgenti e gravi del solo articolo 18. Una riforma comunque su cui tornare assolutamente”. Di qui l’auspicio che il governo pensi “modalità e strumenti nuovi a partire da soluzioni rapide per le politiche attive del lavoro, che tengano conto della situazione istituzionale post-referendaria, e ad un approccio nuovo al sistema contrattuale italiano”.

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