Trattati di Roma: Costalli (Mcl), “ora verso una democrazia politica europea”

“Sull’Europa, a distanza di sessant’anni, l’Italia è chiamata alla sfida più grande e difficile degli ultimi decenni. Dobbiamo avere la consapevolezza che è necessaria una riflessione seria, approfondita, su ‘quale Europa vogliamo’, senza facili slogan e con un pensiero di lungo respiro: è una priorità assoluta”. Lo scrive Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori, nell’editoriale del numero in uscita di “Traguardi sociali” alla vigilia delle celebrazioni dei Trattati di Roma, firmati in Campidoglio il 25 marzo 1957. Secondo il leader di Mcl “ormai siamo ad un bivio”. Su “fisco, welfare, economia digitale Junker è andato al rallentatore condizionato dai veti incrociati di tanti Paesi. Draghi, in un accorato appello, ha ricordato ‘l’irreversibilità dell’euro’, un appello condivisibile ma che va difeso”. La politica, sottolinea Costalli, “deve scegliere: o stare con l’Europa e impegnarsi per creare una vera Unione all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte o finire con Salvini, Grillo, Le Pen, Farage o altri emergenti. Senza scelte politiche forti verso gli Stati Uniti d’Europa anche quell’appello rischia di essere spazzato via dai tanti sovranisti”. L’Europa, osserva il leader di Mcl, “va ricostruita partendo da ideali e prospettive e, poi, a seguire: moneta, fisco, mercato, welfare e difesa comune”. L’Ue “deve compiere una scelta in avanti verso una ‘democrazia politica europea’”. Occorre farsi “propugnatori di un rinvigorito europopolarismo. Una declinazione popolare con tutto ciò che questo significa e implica dell’ideale europeo”. Un “argine – conclude Costalli – all’imporsi di populismi e di élite antipopolari (e non solo impopolari) cui non può essere consegnato il governo dell’Italia e dell’Europa”.

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