Preghiera: card. Tagle, “per Papa Francesco è l’arma migliore in mano ai credenti”

Francesco è un Papa “che non solo prega e fa pregare, ma che concepisce la preghiera come ‘l’arma migliore’ in mano ai credenti per abbattere i muri e per spuntare le armi che seminano morte e distruzione”. È quanto scrive il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, nella prefazione del volume “L’arma migliore – La preghiera secondo Papa Francesco” (Lev) in cui sono raccolte le conversazioni radiofoniche che il giornalista padre Vito Magno ha avuto su Radio Vaticana con alcuni esperti. “Pregando non si è mai soli, neppure nelle situazioni più disperate; Dio è vicino”, osserva Tagle, secondo cui “a percepire la sua vicinanza sono soprattutto i poveri e quanti vivono nella mancanza di prospettive”. “La preghiera del povero non è mai una realtà astratta, è uno stato dell’essere, un atto di fede”, aggiunge il cardinale, rilevando che “preghiera e misericordia sono due facce di una stessa medaglia”. Perché “se la solidarietà è un far proprio i problemi, le ansie e le attese degli altri, la preghiera è una lotta per giungere ad amare di più e meglio chi ci vive accanto, giorno dopo giorno”. L’arcivescovo di Manila sottolinea anche “l’importanza che Papa Francesco attribuisce alla preghiera come sorgente di rinnovamento personale ed ecclesiale” e conclude ricordando come dall’umiltà dei poveri Francesco “attinge il coraggio di bussare al cuore degli uomini: ‘Per favore, non dimenticate di pregare per me’”. “L’intensa, incessante, esortazione esprime non solo prossimità a tutti i battezzati, ma anche – conclude Tagle – sincero riconoscimento dei limiti e delle difficoltà che non risparmiano neppure un Papa”.

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