Giornata vittime mafie: mons. Debernardi (Pinerolo), “la mafia è anche in Piemonte”. “Debellarla è possibile”

“La mafia non è lontana da noi, si radica in mezzo a noi, anche in Piemonte, e i suoi tentacoli cercano di sporcare e intorbidire la vita dalla nostra Nazione. La mafia è portatrice di una società di morte, mentre la libertà si difende lottando contro questa organizzazione criminale e denunciando i suoi profitti illeciti e macchiati di sangue innocente”. È quanto afferma il vescovo di Pinerolo, monsignor Pier Giorgio Debernardi, in un messaggio inviato al presidio Libera “Rita Atria” di Pinerolo, in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. “Ricordare le vittime è un dovere di gratitudine e di profondo affetto”, osserva il vescovo, per il quale “insieme occorre prendere coscienza che vincere e debellare la mafia è possibile anche se è ancora molto forte”. “Le stimolanti parole del nostro presidente Sergio Mattarella, domenica scorsa a Locri, unite a quelle di don Luigi Ciotti, ci spronano a non arrenderci, ad aprire gli occhi e a dare risposte di onestà e di legalità nel vivere quotidiano”, prosegue Debernardi, che rivolgendosi ai giovani ricorda le parole con cui don Pino Puglisi li metteva in guardia da tre pericoli: “La ‘sindrome del torcicollo’, tipica di chi è prigioniero del passato; quello dell’immobilismo, generato dalla paura; e quello dell’ansia frenetica tipica di chi vuole cambiare tutto, prendendo delle scorciatoie e dimenticando che in questa lotta occorre prima di tutto formare coscienze vive, appassionate di libertà e di legalità”. Il vescovo conclude invitando ad essere “tutti contro le mafie; tutti per costruire una società giusta, libera e solidale”.

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