Agricoltura: Focsiv, giocatori in campo per dire no allo sfruttamento e al caporalato

Dal 25 marzo al 25 aprile (dalla 32esima alla 38esima giornata del Campionato Serie B) ConTe.it, Lega B e B Solidale scenderanno in campo al fianco della Focsiv, vincitrice del bando nella categoria “Disagio Sociale”. La Federazione, di cui fanno parte 78 organizzazioni che operano in oltre 80 Paesi del mondo, promuove in Italia campagne di sensibilizzazione per incidere sulle cause della povertà. L’iniziativa rientra nella XV edizione della campagna nazionale della Focsiv “Abbiamo riso per una cosa seria” a cui si affiancano Coldiretti e Fondazione Campagna Amica, con il Patrocinio del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e la diffusione nei Centri missionari diocesani. La campagna, spiegano i promotori, “mira a combattere il lavoro illegale e il caporalato e a promuovere l’agricoltura familiare in Italia e nel mondo come modello sostenibile, più equo e più giusto di democrazia alimentare”. La campagna permetterà di effettuare 41 interventi di agricoltura familiare nelle aree più povere del mondo, a favore di 195.543 famiglie di contadini. Inoltre il 6 e 7 maggio prossimi, nelle piazze d’Italia, nelle parrocchie e nei mercati di Campagna Amica, circa 4.000 volontari offriranno 100.000 pacchi di riso 100% italiano, prodotto dalla rete FdAI, Firmato dagli agricoltori italiani, a fronte di una donazione minima di 5 euro.  Il progetto “Villaggio Solidale” rappresenta solo una parte degli interventi previsti dalla campagna e prevede la realizzazione di una “filiera alternativa controllata” che permetta di sottrarre gli immigrati all’intermediazione illecita e allo sfruttamento illegale da parte dei caporali nelle campagne dell’area di Rosarno in Calabria. La collaborazione tra realtà diverse, ha sottolineato Gianfranco Cattai, presidente Focsiv,  “è una grande forza per ribadire che si può essere attivi nelle scelte che ci riguardano più da vicino, che ci si può liberare dalla schiavitù dei prezzi imposti dalle multinazionali dell’agroalimentare, che si può dare una risposta concreta al fenomeno del caporalato e ci si può difendere dai condizionamenti dell’agribusiness grazie all’agricoltura familiare”.

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