100 giorni alla maturità: p. Ciro Benedettini, “la Chiesa non può non avere un volto sempre giovane”

foto SIR/Marco Calvarese

Tra le migliaia di studenti radunati nel santuario di San Gabriele dell’Addolorata per il tradizionale appuntamento dei “100 giorni” agli esami di maturità, ha portato la sua testimonianza padre Ciro Benedettini, passionista, rientrato nel santuario della diocesi di Teramo-Atri con l’incarico di direttore de “L’Eco di San Gabriele”, dopo essere stato per molti anni vicedirettore della Sala stampa vaticana.
“È importante che questa occasione sia reale, genuina, sentita”, ha detto padre Benedettini, spiegando al Sir il senso dell’evento. Un momento importante perché spinge i giovani “a riflettere sulla loro vita, sulle decisioni che devono prendere”. E questo “senza rinunciare all’aspetto goliardico”.
Padre Benedettini ha sottolineato come la tappa degli esami di maturità rappresenti per gli studenti “un bivio”. “Le confessioni più belle ai giovani – ha raccontato il padre passionista – io le ho fatte in questi momenti, perché i giovani riflettono profondamente sulla loro vita”.
Il discorso si è poi allargato oltre i confini del santuario e della regione Abruzzo, dato che per questa giornata convergono nella località ai piedi del Gran Sasso anche studenti di altre regioni, ed è arrivato a toccare la prospettiva del prossimo Sinodo dei vescovi, che Papa Francesco ha voluto fosse dedicato proprio ai giovani. “Il Papa – ha ricordato padre Benedettini riferendosi al questionario che verrà distribuito in vista del Sinodo – si aspetta le loro proposte e le loro critiche”. Tutto questo fa parte di un grande “movimento di coinvolgimento dei giovani”, che “più si sentiranno parte della Chiesa, più l’arricchiranno con il loro contributo”, perché la Chiesa – ha concluso – “non può non avere un volto sempre giovane”.

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