Riarmo Usa: Simoncelli (Archivio Disarmo), “il rischio di una guerra nucleare è lontano e speriamo rimanga tale”

“Il rischio di una guerra nucleare è lontano e speriamo rimanga tale: come documentato dalla Croce rossa e dalla Mezzaluna rossa, nessuna superpotenza è in grado di gestire gli aiuti umanitari in un post-conflitto nucleare, quindi sarebbe una guerra per suicidarsi”. Lo dice al Sir Maurizio Simoncelli, vicepresidente dell’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo. L’annuncio di Trump di voler avere una supremazia in campo nucleare, “con una visione molto rudimentale della politica internazionale – osserva Simoncelli – può però provocare reazioni negative nei Paesi non alleati di Washington”. Oggi il vero rischio è il terrorismo internazionale che “però non va combattuto con armi nucleari ma con l’intelligence”, avverte. Anche il bando ai Paesi islamici da cui potrebbero provenire i terroristi fa parte di “misure molto spettacolari ma non risolutive del problema”. “La minaccia più concreta e preoccupante”, secondo l’esperto, verrebbe semmai da possibili terroristi hacker “che riuscissero ad entrare nei sistemi informatici per far partire un missile governativo”, oppure se riuscissero a dotarsi di armi nucleari, ad esempio della cosiddetta “bomba sporca”, una bomba convenzionale rivestita di materiale radioattivo proveniente da scorie ospedalieri: “Ma il trasporto non è facile e avrebbero bisogno di molto materiale radioattivo”. In ogni caso, conclude, “non possiamo dormire sonni tranquilli”.

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