Sprechi alimentari: il 27% degli italiani razzola male, il 7% attento per necessità

(DIRE-SIR) – La battaglia contro gli sprechi alimentari è ancora lunga dall’esser vinta in Italia, tanto che è piccola la percentuale dei virtuosi (22%) che seguono in modo corretto i consigli e si battono a loro volta per una giusta alimentazione. Poi ci sono altre cinque classi di nostri connazionali che ancora non si approcciano in modo adeguato al problema. L’identikit dell’italiano a tavola è stato delineato dall’Osservatorio Waste Watcher, che diffonde i dati in occasione della presentazione alla fondazione Enpam, oggi a Roma, della quarta Giornata nazionale di prevenzione degli sprechi alimentari, in programma domenica. La categoria più numerosa (28%) è quella degli attenti, badano allo spreco ma con qualche licenza. Sprecano comunque poco in relazione al valore economico. Poi ci sono gli incoerenti (27%), predicano bene e razzolano male. Sostengono di badare allo spreco ma poi contribuiscono al fenomeno. Quindi i virtuosi (22%), sono i più sensibilizzati al tema e lo vedono come un danno per l’ambiente. Al 12% ci sono gli spreconi, quelli che non pensano allo spreco, convinti che nei loro atteggiamenti non ci siano responsabilità e che lo spreco sia solo una disfunzione della società. Gli attenti per necessità sono al 7%, sprecano poco principalmente per motivazioni economiche, pur non avendo particolari attenzioni per l’ambiente. Infine gli incuranti (4%), non si interessano di tematiche ambientali, alimentari o di salute. Non badano alle conseguenze economiche dei loro atteggiamenti e sprecano settimanalmente un 66% in più rispetto alla media nazionale.

(www.dire.it)

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