Papa Francesco: udienza, “chi cade nella disperazione fa cose brutte”, compassione è “portare le debolezze altrui”

“Noi sempre abbiamo notizia di gente che cade nella disperazione e fa cose brutte. La disperazione ti fa fare cose brutte”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, soffermandosi durante l’udienza di oggi sui “fratelli che rischiano maggiormente di perdere la speranza, di cadere nella disperazione”. Il riferimento è “a chi è scoraggiato, a chi è debole, a chi si sente abbattuto dal peso della vita e delle proprie colpe e non riesce più a sollevarsi”. In questi casi, per Francesco, “la vicinanza e il calore di tutta la Chiesa devono farsi ancora più intensi e amorevoli, e devono assumere la forma squisita della compassione, del conforto e della consolazione”. “La compassione – ha precisato il Papa ancora fuori testo – non è avere pietà: è patire con l’altro, soffrire con l’altro, avvicinarsi a quello che soffre. Una parola, una carezza, ma che viene dal cuore”. “Questo è quanto mai importante: la speranza cristiana non può fare a meno della carità genuina e concreta”, ha sottolineato Francesco citando la Lettera ai Romani, in cui Paolo “afferma con il cuore in mano: ‘Noi, che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi'”. “Portare le debolezze altrui”, il commento del Papa a braccio.

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