Diocesi: mons. Turazzi (San Marino-Montefeltro), “essere incisivi con una presenza responsabile e significativa per la costruzione del bene comune”

“Oggi, la nostra società, come quella europea, è un amalgama di fattori diversi: pensieri ed esperienze, luci e ombre, riferimento a radici profonde e apertura a nuovi orizzonti. Una laicità benintesa ha permesso, e ora incoraggia, che ogni gruppo e ciascuna persona diano il meglio di sé nell’accoglienza dell’altro”. Inizia così il messaggio del vescovo di San Marino-Montefeltro, mons. Andrea Turazzi, in concomitanza con i festeggiamenti in onore della compatrona, Sant’Agata. Un’occasione di riflessione anche sulle tematiche di attualità: “L’esperienza di una socialità cristianamente ispirata non ha precluso la convivenza di sensibilità diverse, ma, anzi, ne ha garantito la vera libertà di manifestarsi”. Il vescovo Turazzi prosegue il messaggio evidenziando il lavoro dei prossimi mesi del Consiglio grande e generale della Repubblica di San Marino che sarà chiamato a confrontarsi su progetti di legge e istanze d’Arengo, “alcune delle quali toccano questioni delicate: temi etici, scelte educative, rapporti con le istituzioni cattoliche che rappresentano la stragrande maggioranza dei sammarinesi. Ho grande rispetto delle istituzioni civili e democratiche della Repubblica – spiega il presule -; non è mio compito, tantomeno mia volontà, intervenire politicamente. Credo, tuttavia, mi sia consentito, per quanto concerne materie in cui la Chiesa è diretta interessata, di propormi per un dialogo e un confronto che possa chiarire e facilitare l’accoglienza e il rispetto di legittime esigenze”.

Insomma, chiarisce mons. Turazzi, “disponibilità e non richiesta di privilegi. Credo sia parimenti legittimo rivolgere un appello ai cattolici a essere più presenti nell’impegno civile e nel confronto culturale con argomenti di ragione, nella coerenza con la propria visione antropologica”. Il vescovo invita a “essere incisivi con una presenza responsabile e significativa per la costruzione del bene comune, anche nel pluralismo delle appartenenze. È necessario dare voce alla coscienza di tanti cattolici che si ispirano a un grande patrimonio ideale e a valori irrinunciabili. No a uno spirito intollerante. Sì a un atteggiamento responsabile e disinteressato. Sempre con uno stile di rispetto e accoglienza dell’altro”.

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