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Albania: ieri nella diocesi di Scutari giornata di preghiera e penitenza a 50 anni dalla distruzione del regime comunista

Una giornata di preghiera e penitenza per fare memoria dei 50 anni dalla distruzione delle chiese in Albania ad opera del regime comunista. L’ha organizzata ieri (6 febbraio – proprio nel giorno della ricorrenza) l’arcidiocesi di Scutari. “Le celebrazioni – riferisce il portavoce dei vescovi albanesi, don Gjergj Meta – avvenute prima nel cimitero di Scutari, dove sono stati uccisi molti martiri, sono state presiedute da monsignor Angelo Massafra, arcivescovo di Scutari-Pult e presidente della Conferenza episcopale albanese. Dal cimitero è partita una processione fino alla cattedrale di santo Stefano. Alla processione e, successivamente, alla Messa hanno partecipato fedeli, preti e religiose. La cattedrale di santo Stefano è stata, peraltro, teatro della persecuzione, in quanto trasformata in palazzetto dello sport proprio 50 anni fa. In questa cattedrale, nel 1993, celebrò la Messa san Giovanni Paolo II, nella sua visita storica in Albania, consacrando anche i primi vescovi dopo il regime”. Mons. Massafra, nell’omelia, ha parlato della “persecuzione di allora” ma anche delle “difficoltà che ancora oggi hanno i cristiani, spesso vittime di una cultura dell’avere, del potere, dell’edonismo, dell’idolatria”. Citando uno dei martiri, il beato Ciprian Nikaj, l’arcivescovo ha detto che “non dobbiamo preoccuparci più della distruzione delle chiese quanto della rovina della gioventù. La nostra missione è convertire il tempo cronologico in un tempo di grazia. Il passato è passato, adesso dobbiamo guardare al nuovo, al futuro, a giorni nuovi. Perciò serve una Chiesa missionaria, una pastorale missionaria, invece di una pastorale della conservazione”.

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