Morte Fabiano Antoniani: Eusebi (giurista), “pericoloso” il messaggio diffuso dai media. Ddl attuale rischia di “fare da ponte” a suicidio assistito

Se il disegno di legge sulle Dat attualmente all’esame della Camera fosse già in vigore, dj Fabo non avrebbe comunque avuto diritto a usufruire del suicidio assistito, ma molti non lo sanno. Come non sanno, osserva il giurista Luciano Eusebi in un’intervista al Sir, che nel testo del provvedimento in attesa di approdare in Aula manca, allo stato attuale, la garanzia che le volontà espresse dal paziente nascano da un consenso realmente libero e informato. E c’è il rischio che la possibilità di chiedere l’interruzione di nutrizione e idratazione artificiali, “attualmente sospese solo in situazioni terminali”, pur essendo una questione “diversa dal suicidio assistito” possa “fare da ponte”. Per il giurista, “il messaggio diffuso talvolta dai mezzi di comunicazione, che è una scelta dignitosa abbandonare la vita quado vengono meno determinate condizioni, è molto pericoloso, e rischia inoltre di colpevolizzare chi invece accetti di affidarsi al sostegno di altri convincendolo che sarebbe meglio liberarli del proprio peso”. Il medico viene ridotto a mero esecutore di volontà e non si chiede nulla sul piano della garanzia della stessa vera libertà di decisione del malato”. Ma c’è di più: la possibilità di chiedere l’interruzione di nutrizione e idratazione artificiali, “attualmente sospese solo in situazioni terminali, è una questione delicata, diversa dal suicidio assistito ma che rischia di fare da ponte. Se il provvedimento fosse già in vigore – spiega Eusebi -, dj Fabo non avrebbe avuto il diritto di chiedere la somministrazione di un farmaco letale, ma semplicemente la sospensione di questi sostegni vitali che non costituiscono interventi terapeutici. Il passo culturale immediatamente successivo sarebbe però stato chiedersi se anziché lasciare morire di fame e di sete nell’arco di due settimane una persona, ancorché sedata, non sia più umano intervenire con un farmaco letale”.

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