Cristiani perseguitati: in un documentario la storia di Mark Basman, da Kirkuk a Roma per un’operazione salvavita al Bambino Gesù

La famiglia di Mark Basman è sfollata a Kirkuk dal 2014, quando la loro città d’origine Bartella, nei pressi di Mosul, è stata occupata dal califfato. Ad ottobre è stata liberata, ma ancora non è possibile tornare per via della devastazione operata dagli jihadisti. Ed è proprio a Kirkuk che il regista italiano Riccardo Bicicchi si è recato per raccontare la storia di Mark, che soffriva di una rara e severa patologia renale: non aveva il condotto che collegava uno dei reni alla vescica, aveva affrontato senza successo diverse operazioni in Iraq e la situazione si aggravava sempre di più esponendolo a pericolo di vita. Il documentario, che sarà trasmesso prossimamente da Tv2000, segue il viaggio di Mark che da Kirkuk vola a Roma per essere operato all’Ospedale Bambino Gesù. A spendersi per il bambino è l’arcivescovo Yousif Mirkis che, venuto a conoscenza delle gravi condizioni di salute, chiede aiuto a diverse organizzazioni umanitarie senza risultato pratico. Decide allora di rivolgersi all’estero e sa che a Roma, presso il Bambino Gesù, opera il dottor Luigi Dall’Oglio, fratello di padre Paolo Dall’Oglio che a lungo era stato presso il convento di Suleimanija. Dopo una serie di difficoltà burocratiche, finalmente si riesce a organizzare il trasferimento a Roma e l’operazione ha successo.

“È stato un piccolo grande miracolo”, commenta il regista, che negli ultimi anni si è occupato da vicino della tragedia della cristianità irachena cacciata dall’Isis: “Potremmo dire frutto del caso ma all’arcivescovo Mirkis piace sempre considerarlo un autentico dono della divina provvidenza, che ha fatto incontrare e collaborare tante persone”. Oggi Mark sta bene ed è tornato a frequentare la sua scuola a Kirkuk, dove studia con profitto nella speranza di tornare a Bartella con la sua famiglia. “Continuate a pregare per noi e continuate ad aiutarci a rimanere in questo Paese e a resistere contro l’oscurantismo e il terrorismo”, l’appello di mons. Mirkis.

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