Coldiretti: produttori terremotati “sfollati” a Roma. Per la ripresa “occorre colmare i ritardi accumulati”

“A sei mesi dalle prime scosse si stima che non più del 15% degli animali possono essere ospitati nelle stalle provvisorie annunciate ma nei Paesi svuotati da paura ed esodo forzato non c’è neanche più mercato per i prodotti salvati dalle macerie. Agricoltori ed allevatori per sopravvivere sono costretti a ‘sfollare’ alla ricerca di canali di sbocco alternativi”. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti che, in attesa dell’arrivo delle casette e del ripopolamento dei territori abbandonati per salvare l’economia locale ed il lavoro, ospita per tutto il fine settimana a Roma i produttori provenienti dalle diverse regioni terremotate nel nuovo mercato contadino di Campagna Amica all’Aranciera di San Sisto. “Dietro ogni prodotto salvato dal terremoto c’è una storia di sofferenza ma anche di voglia di ricominciare”, sottolinea l’associazione, ricordando che “nelle aree terremotate gli acquisti di prodotti sono calati del 90% per l’assenza di acquirenti locali e per il crollo del turismo”. “Gli allevatori – sottolinea la Coldiretti – non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore sopravvissuti, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire, o nelle strutture pericolanti, mentre si è ridotta del 30% la produzione di latte per lo stress provocato dal freddo e dalla paura delle scosse”. “Occorre colmare i ritardi accumulati nella realizzazione delle nuove stalle ma anche completare gli allacci della luce e dell’acqua nelle strutture già consegnate”, prosegue la nota, nella quale si sottolinea come “serve anche l’arrivo dei fondi annunciati per dare ossigeno alle imprese agricole strette fra danni, crollo della produzione e calo del mercato”.

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