Diocesi: San Marino, “spetta solo a Chiesa regolamentazione sacramenti e sacramentali e destinazione offerte raccolte”

“Nella salvaguardia del più alto diritto alla libertà religiosa”, spetta “ai soli e singoli soggetti religiosi, in questo caso la Chiesa cattolica, la regolamentazione dell’amministrazione dei sacramenti e dei sacramentali, come anche quella della destinazione delle offerte raccolte all’interno dei luoghi di culto durante tali celebrazioni”. A precisarlo è la diocesi di San Marino-Montefeltro, con riferimento ad una istanza d’arengo (uno dei tre istituti di democrazia diretta previsti nell’ordinamento della Repubblica di San Marino) approvata dal Consiglio grande e generale e riguardante, afferma un comunicato della diocesi, “materie di culto di esclusiva pertinenza dell’autorità ecclesiale” e “legate alle attività precipue che si svolgono in luoghi considerati pubblici, ma nei quali si svolgono celebrazioni liturgiche cattoliche”. La Chiesa cattolica, si legge ancora nel comunicato, “ha il dovere di non lasciare che il momento così solenne e definitivo della vita dei suoi fedeli possa trasformarsi in altro. Nulla vieta, come già avviene, che le associazioni che ne fanno richiesta possano raccogliere i fondi destinati alla loro attività in luoghi adatti come la camera ardente dell’ospedale di Cailungo o al di fuori dei cimiteri o comunque al di fuori della chiesa”. Sull’istanza riguardante lo spostamento del Crocifisso “nella Perinsigne Basilica di San Marino, non approvata dal Consiglio grande e generale”, la diocesi ricorda che “anche il crocifisso fa parte degli arredi liturgici, la sua collocazione al centro della navata è stata dovuta ad argomentazioni condivise tra l’autorità ecclesiale e l’autorità civile, che dovranno intervenire in sinergia per ogni successiva modifica”.

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