Tratta: Nicodemi (Unhcr), “sono molti gli indicatori per identificare le vittime tra i richiedenti la protezione internazionale, non sempre però è facile”

“Per riuscire a identificare le vittime della tratta tra i richiedenti la protezione internazionale è fondamentale basarsi su alcuni indicatori. Tra questi i profili tipici delle potenziali vittime, come il Paese di origine, nella maggior parte dei casi la Nigeria, l’età, ma anche la resistenza nel raccontare la propria storia. Molte infatti sono controllate dai trafficanti, altre temono ritorsioni, mentre altre ancora non hanno consapevolezza della propria condizione o vengono indotte dai trafficanti a non fidarsi delle autorità”. A dichiararlo questo pomeriggio è stata Francesca Nicodemi, rappresentante dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), intervenendo al Coordinamento nazionale immigrazione (Cni) di Caritas Italiana, l’appuntamento annuale riservato agli operatori e ai volontari che si occupano dell’accompagnamento migranti e dell’accoglienza all’interno della rete Caritas, in corso da ieri fino al 24 febbraio, a Firenze.
Quattro i focus tematici su cui si articola la tre giorni: “Verso la buona accoglienza” di cui si è parlato ieri; “Tratta e grave sfruttamento – Fenomeno e politiche”; “Media e immigrazione” in programma per oggi; e “Progetti nazionali” che concluderà il Cni. Circa 150 le delegazioni che sono giunte nel capoluogo toscano da tutta Italia. La giornata si è poi conclusa con alcuni gruppi di lavoro in cui sono state realizzate delle simulazioni di colloqui tra operatori degli sportelli anti tratta e giovani donne, per spiegare quali sono le domande da porre e i segnali che rappresentano un campanello d’allarme.

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