Evangelizzazione: Palermo, con la rubrica “Cucina cattolica” alla scoperta delle ricette tradizionali dei santi

Evangelizzare attraverso le ricette culinarie di una volta, quelle nate all’interno dei conventi e delle parrocchie, e la cui realizzazione è legata ai festeggiamenti in onore dei Santi. La rubrica “Cucina cattolica”, idea del presbitero palermitano don Dario Chimenti, è un format culinario che dà la possibilità di conoscere e di gustare ricette del panorama religioso del Palermitano. Il progetto è realizzato in collaborazione con lo chef Umberto Biondo e i giovani Greta Troia, Francesco Cassano e Salvatore Biondo. L’obiettivo è “comunicare ed evangelizzare in modo moderno e interattivo, sfruttando non solo i social network, quali Facebook e Youtube, ma anche la grande passione per la tavola”. Le ricette sono quelle tradizionali, accessibili e portatrici anche del messaggio della fede e della cultura cattolica, che venivano – e vengono tutt’oggi – preparate seguendo in qualche modo il calendario liturgico. Concretamente, nella prima puntata è stata illustrata la ricetta legata a Sant’Antonio Abate, ovvero la pasta di mandorle a forma di testa di maialino, nella seconda la minestra di riso con patate che – secondo la tradizione – preparava la mamma di San Giovanni Bosco e nella terza gli agnolotti bicolore al cacao con ripieno di ricotta, gamberi e pistacchio legati alla memoria di San Valentino.

Nelle prossime puntate le ricette saranno scelte direttamente dai telespettatori tramite un sondaggio già avviato su Facebook. “Non è il solito programma di cucina – spiega lo chef Biondo – ma vogliamo accompagnare chi ci segue su internet a riscoprire le ricette della cucina cattolica, nate nei conventi che hanno una cultura cristiana, ma anche ebraica. Lo faremo attraverso un percorso di spiegazioni, anche teologiche, per scoprire queste antiche ricette, le loro origini e come si sono sviluppate nel tempo”. In questo percorso culinario ci sarà anche l’accompagnamento di alcuni presbiteri che forniranno cenni storici della cucina cattolica e proporranno l’uso di prodotti poveri e genuini. Si arriverà anche a conoscere cosa mangiava Gesù a Nazareth. Ma non solo fede, gusto e cultura alla base del progetto: “Si vuole costituire un’associazione – spiega don Dario, forte anche dell’appoggio dell’arcivescovo mons. Corrado Lorefice – attraverso la quale potere fornire alle famiglie meno fortunate un pasto caldo quotidiano”.

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