Corso parroci su nuovo processo matrimoniale: mons. Arellano (Rota Romana), “dimensione canonica e pastorale non sono in contraddizione”

“Dimensione canonica e dimensione pastorale non sono in contraddizione”. Lo ha detto monsignor Alejandro Arellano Cedillo, aprendo la seconda giornata del Corso per i parroci sul nuovo processo matrimoniale che si svolge a Roma, nel Palazzo della Cancelleria, per iniziativa del Tribunale della Rota Romana. Soffermandosi sul ruolo del parroco come “consulente” sulle cause di nullità, l’esperto ha ricordato che “la dichiarazione di nullità non è una licenza o un arbitrio, ma la ricerca dell’effettiva volontà delle cose alla luce della disciplina ecclesiastica”. Tra i motivi di nullità di un matrimonio, Arellano ha citato “i difetti di volontà del consenso e la mancanza di uno dei requisiti fondamentali del matrimonio”. “La mancanza di fede, di per sé, non può essere invocata come causa per dichiarare la nullità del matrimonio – ha precisato il relatore – ma le conseguenze che tale mancanza di fede hanno sul matrimonio, sì”. Il giudizio su un processo di nullità matrimoniale, ha affermato il relatore, “non è mai un giudizio di colpevolezza, ma un grado maggiore di verità dei fatti”.

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