Caso Unar: “Il Ponte” (Avellino), “esclusi dai fondi ci siamo sentiti discriminati”. Lettera al ministro Boschi

“Rivedere i criteri di assegnazione dei fondi” e “sostenere tutte le valide iniziative promosse da enti e associazioni credibili ed operanti su tutto il territorio nazionale”: Mario Barbarisi è direttore e rappresentante legale de “Il Ponte – Diocesi di Avellino”: una realtà impegnata, fra l’altro, sul fronte dell’accoglienza e della lotta alle discriminazioni, oltre che sul versante della comunicazione (settimanali Fisc). Dopo quanto emerso a proposito di alcuni finanziamenti decisi dall’Unar, Barbarisi ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al ministro Maria Elena Boschi, di cui il Sir anticipa i contenuti. “Le scrivo in riferimento alla vicenda dell’Unar. La nostra cooperativa e la diocesi sono impegnate in lavori di progetto ed esecuzione di attività per il sostegno delle fasce sociali deboli e per la lotta contro ogni forma di discriminazione, di genere, razziale, culturale e religioso”, spiega Barbarisi. “Siamo iscritti all’Unar e dalle ultime vicende emerse nella cronaca televisiva e della carta stampata ci sentiamo a nostra volta discriminati. Abbiamo partecipato all’ultimo bando del ministero per l’assegnazione dei fondi per le attività e quando abbiamo appreso dell’esclusione siamo rimasti davvero sorpresi. L’aver visto il nome della diocesi posto fuori dall’elenco degli aggiudicatari ci ha amareggiati” e “ci siamo chiesti: ma chi sono, e cosa fanno, le altre associazioni che hanno ottenuto il finanziamento? Alle conclusioni cui sono giunti i conduttori del programma televisivo ‘Le iene’, noi ci siamo arrivati subito”.
“Comprendiamo che si tratta di un motivo di tristezza e di delusione, umana e politica, anche per lei, oltre che per il Governo, ma rifletta sulle nostre condizioni: la nostra struttura (Il Ponte) ha sede in una Casa famiglia della diocesi, dove sono presenti madri, con figli piccoli, che stanno scontando una pena detentiva. Riponiamo gran parte delle nostre speranze per le attività da svolgere proprie in contributi, anche come quelli stanziati dall’Unar. Vedere la fine che fanno, in alcuni casi, quei soldi ci rattrista notevolmente affievolendo le nostre speranze di poter aiutare chi ha davvero bisogno”. Quindi la richiesta di intervento al ministro: “Le chiediamo di adoperarsi per ristabilire la giusta e dovuta correttezza negli uffici Unar; non possono bastare le dimissioni del direttore Spano a chiudere la questione. Le chiediamo, cortesemente, di rivedere i criteri di assegnazione dei fondi e di sostenere tutte le valide iniziative promosse da Enti ed Associazioni credibili ed operanti su tutto il territorio nazionale, a cominciare dalle realtà diocesane”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia

Informativa sulla Privacy