Oratorio: Pagnoncelli (Ipsos), “accoglie, integra, abitua italiani e stranieri alla convivenza, senza chiedere in cambio nulla”

“L’oratorio accoglie, integra, abitua i giovani italiani e stranieri alla convivenza, senza chiedere in cambio nulla. Questo credo che sia un elemento che emerge soprattutto negli oratori lombardi”. A dichiararlo al Sir è Nando Pagnocelli, presidente e amministratore delegato di Ipsos Italia, commentando la ricerca Ipsos sugli oratori italiani, presentata oggi, 22 febbraio, al convegno nazionale di Pastorale giovanile, in corso a Bologna. “Negli oratori ci sono tanti ragazzi stranieri, magari di seconda generazione, ben integrati nelle scuole e negli oratori. Abbiamo osservato – afferma il sondaggista – che c’è un’attività molto favorevole ad accoglierli senza in nessun modo urtare le credenze religiose dei Paesi da cui provengono. Questo si vede in particolare negli oratori lombardi”. Allargando lo sguardo al territorio nazionale, Pagnoncelli lamenta “una situazione molto disomogenea sul territorio. Talora manca un coordinamento nelle singole diocesi e questo è il dato più preoccupante che emerge dalla ricerca Ipsos. La metà delle diocesi afferma esplicitamente che non esiste un’attività di coordinamento degli oratori e dove non c’è lo si reclama”. Altro punto importante ravvisato dal sondaggista è la formazione: “Per essere all’altezza delle sfide della società contemporanea nei confronti dei giovani molti oratori si dotano di momenti di formazione per gli animatori. Significativo il dato che il 37% delle diocesi afferma di avere oratori che fanno riferimento a figure professionali esterne retribuite”. Per il futuro, spiega Pagnoncelli, “il calo delle vocazioni farà sì che ci saranno sempre meno sacerdoti che potranno dedicarsi a tempo pieno agli oratori mentre cresceranno forme interessanti di coinvolgimento dei laici. Questi ultimi saranno chiamati sempre più ad avere ruoli di responsabilità anche in ambito di oratori”.

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