Don Andrea Contin: mons. Cipolla (Padova), “non è idoneo a esercitare il ministero sacerdotale”

“Starei volentieri in silenzio come un padre di fronte a un figlio caduto in situazione di disagio. Ma stiamo lavorando per fare verità e giustizia”. Con questo stato d’animo monsignor Claudio Cipolla, vescovo di Padova, ha letto oggi una dichiarazione in merito al caso di don Andrea Contin, il sacerdote diocesano la cui vicenda è sotto i riflettori della cronaca nazionale. In una sala affollata di giornalisti il vescovo, che a causa della vicenda ha interrotto prematuramente il viaggio nelle missioni fidei donum in America Latina, ha reso noto di avere ricevuto, il 28 gennaio, una telefonata da Papa Francesco di incoraggiamento a essere forte in questo momento. Quindi ha annunciato di avere con sofferenza aperto per don Contin la procedura di sospensione a divinis, in attesa di conoscere i termini per l’eventuale dimissione dallo stato clericale. “Il comportamento di don Andrea – ha infatti precisato il vescovo – è stato in totale contrasto con gli impegni assunti con la Chiesa, ed è caduto in una situazione di non comunione con il Signore e con la Chiesa, ha tenuto uno stile di vita non consono con lo stato clericale, tale che non è idoneo a esercitare il ministero sacerdotale. La sua figura è inoltre così compromessa da renderla non più presentabile ad alcuna comunità anche a seguito di un suo pentimento”. Quanto all’altro sacerdote coinvolto nella vicenda, don Roberto Cavazzana, le cose stanno diversamente: “Non è indagato e non vi sono riscontri di responsabilità penale, il suo sembra essere un coinvolgimento occasionale. Rimane un comportamento non accettabile per un sacerdote. Non ci risulta invece il coinvolgimento di altri sacerdoti”, ha affermato mons. Cipolla.

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