Migrazioni: Piano Ue per integrazione stranieri. Il commento delle realtà ecclesiali europee

(Bruxelles) Dieci realtà cristiane che si occupano di migrazione, tra cui la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), Caritas Europa, il servizio dei Gesuiti per i rifugiati, la Commissione cattolica internazionale per le migrazioni (Icmc), hanno pubblicato stamane alcune osservazioni relative al Piano d’azione per assistere gli Stati membri nell’integrazione dei cittadini di Stati terzi che risiedono legalmente nell’Ue, proposto dalla Commissione europea nel giugno 2016. Se positiva è l’“intenzione dell’Ue di stabilire un quadro politico comune”, si nota però che il piano non è “sufficientemente collegato alle altre misure legislative” recenti della Commissione europea. “L’integrazione avrebbe dovuto essere una priorità” e “deve essere incoraggiata al di là di questo piano d’azione”, considerandone “l’impatto immediato e le conseguenze a lungo termine”. Un elenco di suggerimenti ruota attorno a tre indicazioni: “riconoscere il ruolo delle organizzazione di ispirazione religiosa e di fede”, “strumento di coesione” finora “poco valorizzato”, con modalità concrete esemplificate nel documento; “capitalizzare l’esperienza maturata dalla società civile”; “garantire l’effettiva implementazione in tutti gli ambiti politici”, a partire dalle strategie anti-povertà, la protezione sociale, il mercato del lavoro e con iniziative e strumenti che non creino “ambienti competitivi che generano una contrapposizione tra i migranti e gli altri cittadini marginalizzati”.

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