Giovani: Caselli, “un edificio a più piani, quelli del Sud sono in cantina”. Rischio “circolarità viziosa”

“La condizione giovanile è come un edificio a più piani, e i giovani del Sud si trovano in cantina”, afferma Lorenzo Caselli, vicepresidente del Consiglio scientifico dell’Istituto “Vittorio Bachelet”, introducendo oggi pomeriggio a Roma il XXXVII convegno Bachelet “Mobilità – immobilità. La società italiana per le nuove generazioni” (Roma, 10–11 febbraio), promosso dall’Istituto e dall’Azione cattolica italiana. “Nel nostro Paese – sostiene Caselli – i giovani sono troppo pochi rispetto a quanto sarebbe culturalmente, socialmente ed economicamente necessario, e quei pochi sono in una sorta di stallo” con il rischio di una “circolarità viziosa” all’insegna dell’avverbio “tardi” per il quale “molti parlano di generazione perduta”. Oltre 2 milioni e 300mila i neet. “Troppi hanno rinunciato alla possibilità di sognare e credere in un futuro migliore. C’è bisogno di nuova paternità e questo interpella anche la Chiesa. Occorre costruire nuove e buone relazioni, di un patto tra generazioni per costruire il bene”. A seguire l’intervento-provocazione di Brigida Marino, vicepresidente dell’Ac calabrese, che denuncia “la mobilità forzata di tanti giovani”, e di Roberta Lancellotti (Msac) che afferma: “Veniamo spinti a modellarci secondo certi standard che a lungo andare rischiano di farci appiattire su noi stessi”. Pensando al giovane friulano suicidatosi nei giorni scorsi, Lancellotti afferma: “La sua lettera mi fa quasi paura perché in alcune sue parti mi ci riconosco”.

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