Cardinale Ravasi: “Dio non ci guarisce dal dolore, ma ci sostiene nella sofferenza”

“Dio non ci guarisce dal dolore ma ci sostiene nella sofferenza”. Lo ha assicurato il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, nella lectio odierna sul dolore innocente, svolta al Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma. Di fronte alla questione della presunta impotenza/ostilità di Dio riassunta nell’interrogativo che spesso suscita ribellione: “ Dio non toglie il male perché non può o non vuole?”, il porporato spiega che “male e sofferenza sono strutturali alla creatura che di sua natura comprende questo limite”, ma la risposta risiede nella “cristologia della sofferenza”. Dio decide di “entrare attraverso il Figlio in questa qualità che non è sua, nella nostra carta d’identità, la realtà umana”. E nel racconto della passione, fa notare, gli evangelisti “si sforzano di far patire a Cristo tutti i mali possibili: paura della morte, solitudine, tradimento degli amici, tortura, crocifissione e morte per asfissia, ed è una gran brutta morte, ma l’apice è il silenzio del Padre”. Tuttavia, la tesi di Ravasi, “questo dolore umano viene attraversato dal divino. Per questo non è più come prima. Proprio perché Cristo non cessa di essere Figlio di Dio, Egli assumendo il dolore e la morte lascia in essi un germe di divino e di luce”. Grazie a questa condivisione per amore, “Dio non ci guarisce dal dolore, ma ci sostiene in ogni sofferenza”.

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