Card. Simoni: “non ho mai odiato miei torturatori”

“Non ho mai odiato coloro che mi hanno torturato”. Lo ha detto il cardinale Ernest Simoni ospite del programma “Il Diario di Papa Francesco” su Tv2000. Il sacerdote albanese creato cardinale da Francesco fu incarcerato, torturato, costretto ai lavori forzati durante il regime comunista che ha oppresso l’Albania. Stamane ha concelebrato la messa con Francesco a Santa Marta: “Ogni giorno recito il Rosario, prego e ho assoluta speranza in Gesù. E oggi per la prima volta ho concelebrato la Santa Messa con il Papa”.
“Il regime – ha ricordato il card. Simoni – mi aveva fatto mettere una microspia. Un mio amico che aveva mangiato cento volte nella mia canonica era diventato una spia. Dicevo sempre che Dio che è padre di tutti gli uomini ci insegna ad amare, pregare e perdonare i nemici. Queste parole erano arrivate al regime che aveva ascoltato le mie parole grazie a questa microspia. Dopo 10 giorni è stata emanato la sentenza di impiccarmi perché avevo incitato il popolo a morire per Gesù. La condanna a morte fu poi commutata in 25 anni di prigionia e lavori forzati. Durante la prigionia ho celebrato la santa messa in latino a memoria. Ho confessato, dato la comunione, consolato tanti fedeli e celebrato matrimoni. Da condannato nelle fogne ho celebrato, con l’aiuto del Signore, una messa davanti a 180 persone. Se il regime lo avesse scoperto mi avrebbe impiccato”. Durante la lunga prigionia proposero a padre Ernest di diventare professore universitario e di sposare una bella donna: “Credevano che fossi un giovane debole, volevano che rinunciassi alla mia fede. Questo fu terribile. Gli ho risposto ‘scusate ma ho una donna brillantissima che non muore mai che è la Chiesa’. Così mi ributtarono in carcere”.
“Tutti i giovani che vogliono salvare la propria anima – ha aggiunto il card. Simoni – devono praticare la fede perché Dio creatore del cielo e della terra è il donatore della vita. Senza la Resurrezione di Gesù la fede e la nostra religione sarebbe svanita. La castità è la virtù più potente in grado di scacciare il demonio e di farci avvicinare a Gesù. Chiunque voglia andare in Paradiso deve amare Dio con tutto il cuore, non con parole o lusinghe”. Il card. Simoni ha inoltre rivelato un particolare: “Ho parlato direttamente con il diavolo. Una volta venne da me il fratello di un indemoniato ad Atene per un esorcismo. Satana mi ha parlato in italiano e detto che era il principe di 5 mila anime perdute. Era tutto bruciato ne maschio né femmina con una voce svanita. Gli ho dato l’ordine di andare via e quella persona ad Atene è guarita. E’ Gesù che guarisce, non siamo noi: mi è capitato con dei malati di cancro e con alcune donne che non riuscivano da 10 anni ad avere figli”. Il card. Simoni ha infine sottolineato la necessità di “recitare tre rosari, essere casti e avere una dedicazione totale al Santissimo cuore di Gesù”.

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