Immigrazione: Minniti, “56.000 ingressi in meno è combattere illegalità”. Su denuncia Seawatch “massima attenzione”

“Stiamo lavorando per governare i flussi migratori. Quest’anno ci sono stati 56.000 ingressi in meno. Questa non è la soluzione del problema ma io devo combattere l’illegalità”. Così il ministro dell’Interno Marco Minniti ha risposto oggi a Roma alle domande del direttore dell’Espresso Marco Damilano durante un incontro pubblico alla Fiera della piccola e media editoria in corso fino al 10 dicembre. Secondo Minniti non si potrà mai dire: “Sono finiti i flussi migratori” ma di fronte ad un problema strutturale “una democrazia deve governarli, non rincorrere o subire la situazione”. A suo avviso “l’unico modo per tenere insieme umanità e sicurezza è sconfiggere l’illegalità e rendere evidente che siamo credibili nello sconfiggere i trafficanti”. “Così chi scappa dalle guerre – ha affermato – può arrivare tramite corridoi umanitari gestiti dagli Stati. Questo è possibile solo se sconfiggiamo l’immigrazione illegale. Se invece a questi 181.000 illegali aggiungessimo altri 150.000 regolari avremmo un corto circuito”. A suo parere “56.000 migranti in meno sono una diminuzione drastica dei guadagni dei trafficanti” e se “oggi l’Onu, tramite l’Unhcr, può agire in Libia per selezionare le persone che hanno diritto alla protezione internazionale e portarli nei Paesi terzi, lo si deve a quel patto”. “La Libia non ha mai firmato la Convenzione di Ginevra del 1951 – ha detto -, perché non si è mai posto prima questo problema?”. Minniti ha ricordato che altre “13.000 persone sono state rimpatriate, con ritorni volontari e assistiti, dando un budget economico per permettere loro di ricostruire una vita nei Paesi di provenienza”.  A proposito della denuncia della nave dell’organizzazione umanitaria  Seawatch, che il 6 novembre ha assistito ad un naufragio con 60 persone sostenendo che la guardia costiera libica li aveva abbandonati al proprio destino Minniti ha risposto: “C’è una indagine in corso perché esistono due ricostruzioni contrastanti (quella di Seawatch e quella Guardia costiera libica), entrambi con filmati. Non ci sarà nessuno sconto. Per fortuna siamo una democrazia che funziona. Ci sarà la massima attenzione e la massima capacità di intervenire per correggere le cose”.

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