Trump: “Gerusalemme cuore delle tre grandi religioni ma anche di una delle democrazie di maggior successo”

(da New York) “Gerusalemme non è solo il cuore delle tre grandi religioni ma è anche il cuore di una delle democrazie di maggior successo nel mondo”, ha detto Trump. “Il popolo di Israele ha costruito la nazione con musulmani, cristiani ed ebrei e persone di tutte le fedi e tutte sono libere di vivere e celebrare secondo il loro credo e la loro fede”.
Il presidente Usa ha ulteriormente sottolineato che “Gerusalemme resta e deve restare il luogo dove gli Ebrei pregano al Muro del Pianto, dove i cristiani camminano sulla via del Calvario e i musulmani offrono il loro culto nella Moschea. Noi oggi riconosciamo solo l’ovvio e che Gerusalemme sia la capitale di Israele è solo un riconoscimento della realtà, qualcosa che andava fatto”. Trump spiega di aver allertato il dipartimento di Stato per il trasferimento dell’ambasciata e per realizzare un edificio adeguato che diventi “un tributo alla pace”.
Trump ha infine ribadito che gli Stati Uniti non intendono abbandonare “l’impegno per la pace. Noi vogliamo un accordo che si riveli un grande affare per Israele e un grande affare per i palestinesi e non prendiamo una posizione anche sulla questione dei confini interni a Gerusalemme e di quelli esterni”, il riferimento è ai territori palestinesi che il presidente evita di nominare in tutto il suo discorso.
Consapevole che “Gerusalemme resta un tema sensibile”, il presidente ha concluso con un richiamo alla tolleranza, alla calma, alla moderazione in tutta le regione del Medioriente e ha richiamato la pace e la sicurezza come strumenti per sconfiggere il terrorismo e per espellere gli estremismi in tutta la regione. L’ultimo appello è ai leaders di tutte le fedi perché si uniscano nel comune obiettivo di una “pace durevole per tutti”.

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