Salute mentale: don Angelelli (Cei), “patologie psichiatriche in aumento”. Forte impegno Chiesa ma servono più “percorsi di cura, accompagnamento, sostegno”

Un Tavolo nazionale per la salute mentale istituito nel 2014 presso l’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute, di cui oggi fanno parte il neodirettore dell’Ufficio don Massimo Angelelli, il suo predecessore padre Carmine Arice e quattordici autorevoli professionisti del settore. Oltre 160 Residenze sanitarie assistenziali di ispirazione cattolica che si occupano di persone affette da disturbi mentali, oltre agli ospedali dotati di reparti per la cura di malattie psichiatriche in fase acuta. E ancora: l’Irccs Fatebenefratelli di Brescia (per adulti); quello per la psichiatria infantile dell’Istituto Medea a Bovisio Parini, in provincia di Lecco, della Fondazione La Nostra Famiglia; i centri di ascolto e i servizi di accoglienza per il disagio mentale attivati in diverse diocesi. Questa, in sintesi, la “risposta” della Chiesa all’emergenza salute mentale che, spiega al Sir don Angelelli, “è un’ emergenza nazionale e lo sarà sempre più. Nel nostro Paese le patologie psichiatriche stanno diventando la prima causa di disabilità”. Nel 2015, secondo il ministero della Salute, i pazienti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici sono stati più di 700mila, il 54,4% dei quali di sesso femminile. Oltre il 66% del totale ha più di 45 anni. Sono 183 i dipartimenti di salute mentale nel Paese. Per il direttore dell’Ufficio Cei è “urgente dare risposte concrete alle persone malate e alle loro famiglie in termini di percorsi di cura, accompagnamento e sostegno” e abbattere lo stigma sociale che causa isolamento e ulteriore sofferenza.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia