Dieci anni da presidente Cei: card. Bagnasco, “vorrei trasmettere quello che ho vissuto come vescovo alla mia città”

“Vorrei trasmettere quello che ho vissuto come vescovo alla mia città, che mi ha generato perché qui ho vissuto con la mia famiglia e la mia gente, e sono ritornato perché mandato dal Papa, un gesto di gratitudine verso la città”. Così il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee, in occasione della presentazione del libro-intervista, “Cose che ricordo” (Ed. San Paolo) sui dieci anni di presidenza della Conferenza episcopale italiana. Nel libro sono contenuti “spunti di riflessione su tematiche come la crisi, la fede, la crisi sociale, l’Europa, il presbiterio”, con la speranza “che aiuti nella crescita della fede ma anche nella coscienza civile”. Il porporato ha dedicato il volume “ai miei genitori. Ovviamente mia mamma e mio papà”, ma il porporato ha esteso la dedica “anche ai miei superiori, i miei arcivescovi, il mio clero, i miei confratelli, la città nel suo insieme, il quartiere dove ho vissuto la mia giovinezza, cioè Sarzano, via Ravecca, il Colle e Santa Croce”. È un libro per tutti: “Spero sia di facile accesso anche per i giovani, dai liceali in poi, che si possano accostare a questo testo, oltre che le persone più anziane e più saggie che possano trovare ispirazione”. La presentazione si è svolta questo pomeriggio a Genova, presso l’auditorium “Eugenio Montale” del Teatro Carlo Felice. Presenti, oltre al cardinale arcivescovo, don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana; Giuseppe Zampini, vice presidente Ente Ospedali Galliera di Genova e presidente Confindustria Liguria; Letterio Mauro, ordinario di Storia della filosofia presso l’Università degli Studi di Genova. Moderatore, Massimo Righi, direttore del Secolo XIX.

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