Papa Francesco: a membri Ati, teologia mostri il volto di Dio di fronte a “complessità” e “sfide all’umano” e sia capace di “ripensare la Chiesa”

(Foto: Vatican Media)

Nell’epoca della complessità e di uno sviluppo scientifico e tecnico senza precedenti e in una cultura in passato permeata dal cristianesimo “ma nella quale possono oggi serpeggiare visioni distorte del cuore stesso del Vangelo” è “indispensabile un grande lavoro teologico”. Ne è convinto il Papa, che ricevendo questa mattina in udienza i membri dell’Associazione teologica italiana (Ati), ha definito “imprescindibile” il compito della teologia, “con il suo sforzo di ripensare i grandi temi della fede cristiana all’interno di una cultura profondamente mutata”. C’è bisogno di una teologia, ha ammonito, “che aiuti tutti i cristiani ad annunciare e mostrare, soprattutto, il volto salvifico di Dio, il Dio misericordioso, specie al cospetto di alcune inedite sfide che coinvolgono oggi l’umano: come quella della crisi ecologica, dello sviluppo delle neuroscienze o delle tecniche che possono modificare l’uomo; come quella delle sempre più grandi disuguaglianze sociali o delle migrazioni di interi popoli; come quella del relativismo teorico ma anche di quello pratico”. Una teologia “fatta da cristiane e cristiani che non pensino di parlare solo tra loro, ma sappiano di essere a servizio delle diverse Chiese e della Chiesa; e che si assumano anche il compito di ripensare la Chiesa perché sia conforme al Vangelo che deve annunciare”.

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