Papa Francesco: a membri Ati, “fare teologia nello stupore, in ginocchio” e “nel santo popolo di Dio che ha il fiuto della fede”

(Foto: Vatican Media)

“Non perdere la capacità di stupirsi; fare teologia nello stupore. Lo stupore che ci porta Cristo, l’incontro con Cristo. È come l’aria nella quale la nostra riflessione sarà più feconda”. Lo ha raccomandato Papa Francesco ai membri dell’Associazione teologica italiana (Ati) ricevuti questa mattina in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, in occasione del 50° anniversario della sua fondazione. Al termine del suo discorso, parlando a braccio, il Pontefice ha aggiunto: “Il teologo è quello che studia, pensa, riflette, ma lo fa in ginocchio. Fare teologia in ginocchio, come i grandi Padri. I grandi Padri che pensavano, pregavano, adoravano, lodavano: la teologia forte, che è fondamento di tutto lo sviluppo teologico cristiano”. E ha ripetuto “una terza cosa che ho detto qui, ma voglio ripeterla perché è importante: fare teologia nella Chiesa, cioè nel santo popolo fedele di Dio, che ha – lo dirò con una parola non teologica – che ha il ‘fiuto’ della fede”. Di qui il richiamo alla confessione con un’anziana portoghese: “E io le ho fatto qualche domanda e lei rispondeva bene; e alla fine mi è venuta voglia di dirle: ‘Ma, mi dica, signora: lei ha studiato alla Gregoriana?. Era proprio una donna semplice, semplice, ma – ha concluso Francesco – aveva il ‘fiuto’, aveva il sensus fidei, quello che nella fede non può sbagliare”.

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