Diocesi: mons. Satriano (Rossano-Cariati) per i funerali di Tonino Vitale, “ciascuno è chiamato a ridare senso e vita ai propri giorni”

“Oggi sentiamo tutti il bisogno di un abbraccio che ci restituisca il sapore del cielo; un abbraccio che ci apra alla speranza; di un abbraccio che non ci faccia perdere il volto dell’altro restituendo dignità alla vita”. Lo ha scritto l’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Giuseppe Satriano, nel messaggio letto oggi durante i funerali di Giuseppe Antonio Vitale detto Tonino, presieduti dal vicario da don Pino Straface, ai quali l’arcivescovo non ha potuto partecipare perché impossibilitato. Vitale è stato ucciso il giorno di Natale per mano del figlio Cesare. “Avrei desiderato essere con voi – rivela mons. Satriano – per vivere questo momento di profondo dolore che ha colpito al cuore la famiglia di Tonino e la nostra realtà cittadina ed ecclesiale”. “La morte di Tonino ci tocca tutti da vicino e ci interpella nel profondo come uomini e donne”, prosegue l’arcivescovo, ricordando che “con i suoi sacrifici e il suo lavoro ha cercato di rendere migliore questo mondo, questa nostra città, affrontando la quotidianità con le sue gioie e le sue fatiche e cercando di essere padre in un tempo in cui non è facile far crescere ed educare”. “Nei nostri cuori – ha osservato mons. Satriano – non può rimanere solo il ricordo amorevole e riconoscente per un uomo mite e buono quale era Tonino, uomo dal cuore pronto e disponibile così come lo abbiamo conosciuto; e neanche un facile giudizio su quanto avvenuto”. “Siamo inariditi da una cultura che, nella diffusa indifferenza, va affermando orizzonti che risucchiano l’esistere nel non senso”, ha aggiunto l’arcivescovo, rilevando che “siamo immersi in un esasperante individualismo, in cui tutto perde consistenza lasciando posto al vuoto e al male. Dinanzi a questo ciascuno è chiamato a ridare senso e vita ai propri giorni”. “Tonino – l’invocazione dell’arcivescovo – questa sera ci affidiamo con te all’abbraccio del Bambino Gesù per ritrovare quella pace che ci permetta di costruire sentieri lontani dalla banalità del male. Ti affidiamo con amore grande all’abbraccio di Maria e nelle sue braccia poniamo Cesare e tutta la tua famiglia”.

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