Terremoto: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “le chiese ancora chiuse dal 2012 sono una ferita che ci fa soffrire”

“Anche se il Natale è gioia, è festa, è famiglia non possiamo dimenticare in questo Natale che molte campane non suoneranno nelle nostre ancora numerose chiese chiuse dopo il terremoto del 2012: è una ferita che ci fa soffrire, ma che al tempo stesso ci impegna, insieme”. Lo scrive mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, nel suo primo messaggio per il Natale alla diocesi. Il pensiero del presule è rivolto anche ai “risparmiatori azzerati da un sistema bancario che, da luogo di tutela del risparmio, è diventato strumento di dilapidazione del frutto del lavoro e del risparmio stesso, complice una politica economica ancora incerta nel costruire un sistema di solidarietà che faccia giustizia di una situazione iniqua”. L’attenzione dell’arcivescovo è anche per “le troppe famiglie di persone sole: anziani, vedove, immigrati, separati e divorziati, ammalati”. “Entrando nelle città e nei paesi della nostra diocesi – afferma mons. Perego – vorrei fermarmi e non dimenticare soprattutto questi luoghi, queste persone, per sognare con loro, nelle loro case un Natale che porti il regalo di una Chiesa riaperta, di un conto in banca ricostruito, per affrontare con serenità la quotidianità e la vecchiaia, di una compagnia e una prossimità che rassereni”.

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