Papa Francesco: messaggio Urbi et Orbi, “no” a trafficanti e migranti forzati. “Il nostro cuore non sia chiuso come le case di Betlemme”

“Vediamo Gesù nei molti bambini costretti a lasciare i propri Paesi, a viaggiare da soli in condizioni disumane, facile preda dei trafficanti di esseri umani”. Nella parte finale del messaggio “Urbi et Orbi”, dedicato ai bambini, il Papa ha menzionato tutte le criticità che appartengono al mondo degli adulti. “Attraverso i loro occhi vediamo il dramma di tanti migranti forzati che mettono a rischio perfino la vita per affrontare viaggi estenuanti che talvolta finiscono in tragedia”, le parole di Francesco. Poi l’appello, mutuato dal riferimento all’esperienza personale recente: “Rivedo Gesù nei bambini che ho incontrato durante il mio ultimo viaggio in Myanmar e Bangladesh, e auspico che la comunità internazionale non cessi di adoperarsi perché la dignità delle minoranze presenti nella Regione sia adeguatamente tutelata”. “Gesù conosce bene il dolore di non essere accolto e la fatica di non avere un luogo dove poter poggiare il capo”, ha ricordato il Papa: “Il nostro cuore non sia chiuso come lo furono le case di Betlemme. Come la Vergine Maria e san Giuseppe, come i pastori di Betlemme, accogliamo nel Bambino Gesù l’amore di Dio fatto uomo per noi, e impegniamoci, con la sua grazia, a rendere il nostro mondo più umano, più degno dei bambini di oggi e di domani”.

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