Natale: mons. Zuppi (Bologna), “i poveri non siano più invisibili”

“Nonostante le tante incrostazioni, il Natale ci permette di superare distanze e incomprensioni, di guardare con meno distrazione e fretta il mondo intorno. Genera tanta speranza di amore in un mondo che è assetato di vita e di notizie vere”. Lo ha affermato mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, durante l’omelia della Messa che ha celebrato in cattedrale nella notte di Natale. “La sofferenza cerca consolazione e ha diritto a questa e non alla morte; il giovane cerca il suo futuro e ha diritto alla cultura e al lavoro non al precariato o alla disillusione – ha aggiunto -; il vecchio cerca quello che non finisce e ha diritto al futuro e alla custodia premurosa della sua debolezza; l’uomo vuole quello che non delude, la vittima anela la pace. Nel cuore di ogni uomo – ha ricordato l’arcivescovo – c’è sempre un desiderio. Oggi Dio sancisce il diritto all’amore e lo affida a noi”. Da mons. Zuppi l’invito a non avere paura, “perché la scelta di Dio risolve la disuguaglianza e ci rende uguali a Lui”. “Non abbiamo paura della gioia perché la sua non finisce e ci libera dalla tristezza. Non abbiamo più paura dell’amore perché conquistati da un amore così tenero e totale. Non abbiamo più paura dell’abisso del nostro cuore, perché lui lo illumina tutto. Non abbiamo più paura del futuro, perché accende in noi la speranza. Non abbiamo paura di apparire ingenui, di perdere ruolo e considerazione, delle delusioni, perché sappiamo che c’è più gioia nel dare che nel ricevere”. Infine, un’esortazione perché “i poveri non siano più invisibili, e quindi avvertiti come un pericolo, ma portiamo negli occhi i loro occhi, nel cuore il loro cuore, li adottiamo vedendo in essi i suoi e nostri fratelli più piccoli”. “Gesù – ha concluso l’arcivescovo – è povero per liberarci dalla fame di benessere che ci rende schiavi della dipendenza più sottile e difficile: stare bene a ogni costo, tanto che abbiamo paura di sacrificarci per qualcuno, di perderci per qualcosa. È povero, perché combattiamo la povertà e amiamo i poveri”.

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