Natale: mons. Pizziol (Vicenza), “il carico burocratico e fiscale non può ricadere sulle spalle dei giovani”

“Tante fatiche e incertezze sono legate alla dimensione del lavoro, che per molte persone rappresenta un drammatico problema: disoccupazione, precariato, assenza di tutele, lavoro festivo. Già nella scena della nascita di Gesù possiamo vedere simbolicamente rappresentate queste situazioni di sofferenza”. Lo scrive il vescovo di Vicenza, mons. Beniamino Pizziol, nel suo messaggio di Natale alla diocesi. “Come può essere festa per quelli che non trovano lavoro neppure per un solo giorno alla settimana, oppure, sono in perenne incertezza, non sapendo se il giorno dopo saranno ancora impiegati in qualche parte?”, si chiede il vescovo. È per questo motivo che “di fronte ai drammi dei senza lavoro o dei precari la nostra Chiesa non può stare in silenzio”. Il pensiero del presule è così rivolto “a chi nel lavoro non trova garanzie adeguate”, “ai tanti che ancora non hanno una occupazione stabile e dignitosa, oppure rischiano di perderla”. “Come non pensare alle lavoratrici e ai lavoratori che, davanti al pericolo concreto di una ‘delocalizzazione’ del loro lavoro, da settimane stanno lottando per difendere un posto in cui si sono identificati e spesi per anni?”. Dall’altra parte, c’è chi un lavoro lo ha, “proprio per questo motivo, ha il dovere di viverlo con onestà e responsabilità”. Il vescovo chiama in causa i datori di lavoro. “Intuisco il carico burocratico e fiscale che rende questo impegno estremamente difficoltoso. Ma tutto questo non può ricadere sulle spalle dei giovani, di donne e uomini che pur di portare a casa qualcosa sono indotti ad accettare condizioni lavorative ingiuste e indegne”. Quindi, l’augurio che il Natale sia “occasione per riconoscere tutte le violenze che l’attività lavorativa dell’essere umano può infliggere alle realtà più fragili e indifese”.

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