Natale: mons. Castellucci (Modena-Nonantola), “ci aiuti a vivere il nostro legame di figli e ad esprimerlo nella tenerezza e cura verso gli altri”

“Il Natale ci aiuti a vivere serenamente il nostro legame di figli e ad esprimerlo nella tenerezza e nella cura verso tutti gli altri figli, specialmente quelli che rischiano di soccombere nella loro fragilità”. Lo scrive l’arcivescovo di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci, nel messaggio in occasione delle prossime festività natalizie. Richiamando la frase del Vangelo di Luca “Lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia”, l’arcivescovo sottolinea come “il Figlio di Dio non ha voluto saltare la fase primordiale della vita umana: il concepimento, la gestazione, il parto, le cure iniziali. Non ha voluto diventare subito attivo, ma ha voluto attraversare quella passività che segna l’inizio di ogni esistenza”. Castellucci parla di una innanzitutto di una “passività fragile”. “La fragilità del piccolo Gesù è il simbolo e il punto di raccolta di tante, troppe fragilità dei piccoli di tutti i tempi”. “Molti esseri umani – spiega – non vedono la luce, a volte per motivi naturali e altre volte per l’intervento degli adulti: spuntano ma non fioriscono; altri bimbi nascono ma vengono abbandonati o maltrattati; altri vivono in condizioni di estrema povertà e denutrizione o condividono il disagio della guerra e della migrazione insieme alle loro famiglie e a volte perfino da soli. Vi sono bimbi che soffrono per le divisioni dei loro genitori o che subiscono emarginazione e rifiuto, trascuratezza e violenza”. È una fragilità “preziosa”, perché “che lo vogliamo o no, siamo dipendenti da altri. È un dato prezioso perché ci rende per tutta la vita bisognosi di relazione”. “Senza questa esperienza originaria di passività, ci illuderemmo di essere autosufficienti e dipendere solo da noi stessi”, osserva Castellucci, evidenziando che “invece sappiamo – perché è stato inciso fin dall’origine nel nostro essere – di dipendere da altri”. In sostanza, “siamo figli”: “L’unica condizione che accomuna tutti coloro che sono al mondo, nessuno escluso”.

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