Biotestamento: mons. Rocconi (Jesi), “con imposte al medico le disposizioni del paziente, ignorando scienza e coscienza”

“Le ‘disposizioni anticipate di trattamento’ di fatto diventano una norma che impongono al medico le disposizioni del paziente, ignorando scienza e coscienza del medico stesso e negandogli l’obiezione di coscienza, di fronte ad un aberrante principio che della vita si può fare quello che si vuole”. Lo scrive il vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, nel messaggio per il Natale pubblicato dal settimanale diocesano “Voce della Vallesina”, commentando la recente approvazione della legge sul fine-vita. “Questa legge che non vieta esplicitamente l’eutanasia, di fatto legalizza l’eutanasia omissiva, allorché permette che possano essere sospese nutrizione e idratazione, come se dare nutrimento fosse un accanimento terapeutico”, spiega il presule. Una notizia giunta in prossimità del Natale. “È triste che il Natale, festa della vita, sia accompagnato da questi fatti, cioè da un disprezzo della vita che viene dalla minaccia di guerre e dall’approvazione di una legge che, guarda un po’, ha commosso chi dell’aborto si è fatto paladino”. Un’altra preoccupazione che mons. Rocconi evidenzia è quella della pace, “messa continuamente a repentaglio”. “Si è ritornati a parlare di guerra nucleare; vediamo come la terra di Gesù sia così nella sofferenza”.

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