Vita pastorale: Enzo Bianchi, “preoccupante la contestazione degli atteggiamenti caritatevoli della Chiesa verso i migranti”

“Forse, oggi con l’avvento di Papa Francesco, nella Chiesa italiana non c’è più paura, ma c’è ancora esitazione, indecisione rispetto alle sfide di una società indifferente alla religione ma non a Gesù Cristo e al Vangelo”. Lo scrive Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose, nell’articolo “I ‘cristiani del campanile’ e quelli del Vangelo”, pubblicato sul numero di gennaio della rivista “Vita pastorale” e anticipato dal Sir. Nel testo viene segnalata la contraddizione di chi “invoca i valori cristiani come identitari”, ma “arriva a osteggiare ogni forma di accoglienza dei migranti”. “Il fenomeno è preoccupante e la contestazione degli atteggiamenti caritatevoli della Chiesa verso i migranti dovrebbe interrogare i pastori di queste comunità cristiane che hanno potuto crescere fuori dall’egemonia del Vangelo”. Bianchi, richiamando le origini dell’organizzazione caritativa ecclesiale, sottolinea che “la vera carità, secondo il Vangelo, va praticata personalmente, concretamente: non basta un’offerta, tantomeno inviando un sms, o dedicare qualche ora di servizio ai poveri. Sarebbe più umano e più cristiano invitare un povero alla tavola di casa, dargli un letto, mettere la mano nella sua”.

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