Tertio Millennio Film Fest: Arnone (Rivista cinematografo), “ha messo in comunicazione mondi ‘distanti’ come quelli delle tre religioni abramitiche”

“Una proposta cinematografica capace di mettere in comunicazione mondi all’apparenza distanti come quelli rappresentati dalle tre religioni abramitiche”. Questo, secondo Gianluca Arnone (Rivista del cinematografo), è stato il XXI Tertio Millennio Film Fest (12- 16 dicembre) svoltosi a Roma, “lontano dai clamori”, in una piccola sala storica alle spalle della Fontana di Trevi. Stilando un bilancio della kermesse, fino a ieri l’unica manifestazione cinematografica italiana patrocinata dalla Santa Sede (Segreteria per la Comunicazione e Pontificio Consiglio della Cultura), “da tre anni il festival organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo si è dotato di un ‘board’ organizzativo interreligioso: cattolici e protestanti (attraverso FEdS, Signis e Interfilm) hanno lavorato insieme ad ebrei (del Centro Culturale Ebraico Il Pitigliani) e musulmani (del Coreis)”. Risultato: tre mondi all’apparenza distanti come quelli rappresentati dalle tre religioni abramitiche messi in comunicazione. “Sui temi della ricerca di Dio, della pace tra i popoli e della donna sono sfilati film provenienti da tutto il mondo, di autori affermati e di esordienti, dal taglio ora drammatico ora leggero, spesso accompagnati dai loro autori”, osserva Arnone.
Quest’anno “il festival ha fatto un ulteriore salto di qualità con l’introduzione di un concorso tra opere inedite in Italia e di una giuria interreligiosa” chiamata a scegliere “quella che meglio di ogni altra ha saputo incarnare i valori del festival, declinandone in una forma artistica alta il tema portante”, le migrazioni “in una rilettura più ampia del fenomeno, ispirata ma non costretta dalla cronaca di questi anni, secondo il presupposto ricordato a più riprese da mons. Davide Milani che ‘l’uomo nasce migrante, come insegna anche la Bibbia’”.
Vincitore l’indiano “Walking with the wind”, il percorso di crescita del bambino protagonista “impegnato nella ricerca di qualcuno che aggiusti la sedia rotta dell’amico, richiamo a quello spirito di solidarietà e al desiderio di riparazione di cui tutte le nostre comunità avvertono oggi il bisogno”, si legge nella motivazione. “È significativo – chiosa Arnone – che in un’epoca dominata dalle contrapposizioni e dai dogmi siano ancora una volta i bambini a prendere per mano gli adulti, a rischiarare l’orizzonte con l’innocenza del loro sguardo”.

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