Riforme: mons. Galantino, “in Italia e nella Chiesa tutti le vogliono ma guai a chi le fa”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Il Santo Padre usa parole molto forti, ma derubricare il tutto a un atto di accusa mi sembra un po’ poco. Perché paradossalmente quando si fa un atto di accusa ci si aspetta poco dall’accusato. Qui invece il Papa usa delle parole che servono soprattutto a stimolare tutti quanti”. Lo ha detto mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo questa mattina alla trasmissione radiofonica “Circo Massimo” di Radio Capital, commentando il discorso di ieri del Papa alla Curia Romana e il suo invito a superare “la logica dei complotti”. “Papa Francesco ha un linguaggio serio, crudo, vero, il primo e unico passo per poter davvero cambiare”, ha aggiunto il vescovo, che ha sottolineato come “la maggior parte delle persone lavora con coscienza, con competenza e senza quella mania di dover per forza scavalcare e andare avanti, mettendo i piedi sulla testa degli altri”. Poi, la sua riflessione si è estesa alle riforme. “Ho l’impressione che in Italia e nella Chiesa tutti vogliono le riforme ma guai a chi le fa. Soprattutto se vuole farle come fa Papa Francesco, senza mezzi termini, senza sotterfugi, senza far ricorso ai luoghi comuni”. Secondo mons. Galantino, “questo è un momento in cui il Papa sta mettendo con le spalle al muro quanti fanno orecchie da mercante. Ci sta invitando a guardare in faccia la realtà, che è fatta di cose belle, ma purtroppo anche di gente che approfitta, che ha altre mire nella testa che non sono quelle del Vangelo o di una Chiesa che sia una comunità”.

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