Natale in Iraq: padre Mekko (Karamles), la preghiera dei cristiani di Ninive “la pace dei nostri nemici sarà anche la nostra pace”

Karamles, i giovani allestiscono il presepe

“Chiederemo pace e perdono anche per i nostri nemici per chi ha sparso morte, per chi ci ha scacciato via dalle nostre terre, chiederemo al Signore il dono della riconciliazione per il nostro Paese. La pace dei nostri nemici sarà anche la nostra pace”. È questa la preghiera dei cristiani iracheni della Piana Ninive che si apprestano a vivere il loro primo Natale nei loro villaggi “oramai sicuri e liberati” dopo la sconfitta definitiva dello Stato islamico. A raccontarlo al Sir è padre Paolo Mekko, parroco caldeo di Karamles, uno dei tanti villaggi cristiani della Piana di Ninive occupati nell’estate del 2014 dai miliziani del Califfo, Al Baghdadi. Sono passati oltre tre anni dalla fuga precipitosa di oltre 100 mila cristiani dai loro villaggi verso il Kurdistan per scampare all’Isis. Oggi il lento ma costante ritorno dei cristiani e la ripresa dei restauri di chiese e case. “Qui a Karamles la chiesa è ancora un cantiere – spiega padre Mekko – ne abbiamo una più piccola ma è insufficiente ad accogliere tutti i parrocchiani rientrati, oltre 300 famiglie, e quindi celebreremo in una grande sala che stiamo sistemando con decorazioni, fiori e un grande presepe, forse il più grande tra quelli dei villaggi della Piana. La mangiatoia è rappresentata dall’altare dove poggeremo Gesù bambino la notte di Natale”. Sulle strade di nuovo frequentate dei villaggi si notano le prime luminarie. “Alberi e simboli natalizi sono tornati anche a Mosul dove fino ad oggi sono circa 70 le famiglie cristiane rientrate”, rivela il sacerdote, originario della città che si affaccia sulla sponda occidentale del fiume Tigri. Le celebrazioni natalizie, afferma il parroco, “prenderanno il via il 24 dicembre da Mosul con una messa alle 10 del mattino del patriarca caldeo, Mar Louis Raphael I Sako, nella chiesa di San Paolo che si trova nei pressi dell’università cittadina. La chiesa – sottolinea padre Mekko – sarà allestita da giovani cristiani e da giovani musulmani molto attivi che vogliono in questa maniera lanciare un messaggio di pace e di riconciliazione”. Le liturgie proseguiranno, poi la sera nelle chiese dei vari villaggi della Piana dove sono riapparsi alberi natalizi e luminarie. Oggi la Piana di Ninive è sicura e celebrare di notte, come vuole la tradizione, è possibile – afferma senza tentennamenti il parroco di Karamles -. Tutto questo serve a ricreare quel senso di gioia e di speranza che sembrava svanito con la violenza cieca dell’Isis”. “Confidiamo in questo Natale – conclude – per vedere famiglie tornare anche solo per festeggiare. Potrebbe essere la scintilla che li spingerà poi a rientrare definitivamente. Nessuno tra noi credeva di tornare e di rivedere la propria casa, ma stiamo rientrando, e questo è un miracolo di Natale.

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