Natale: don Acri (Migrantesliberi Andria), “nel volto del Dio fattosi carne si cela la carne degli ultimi, di quanti continuamente chiedono dignità”

“Il presepe è la notizia della nascita di Dio, l’Onnidebole bambino che, disturbò e rovinò la tranquillità dei potenti a tal punto da scatenare odio e programmare la sua eliminazione fisica. Nel volto del Dio fattosi carne si cela la carne degli ultimi, di coloro i cui diritti sono sistematicamente violati e di quanti continuamente chiedono il “diritto dei diritti”, cioè la dignità”. Lo scrive don Geremia Acri, della Comunità “Migrantesliberi” di Andria, in una riflessione in occasione del Natale. “Il vagito del Bambino disturba e rovina ancora oggi le gerarchie di ogni sistema di potere, talvolta strumento di buon governo, spesso e volentieri arma per spadroneggiare sulle persone deboli e fragili”, prosegue don Acri, secondo cui “i migranti viaggiatori sui barconi, i clochard italianissimi di cui nessuno se ne cura, i bambini uccisi nelle guerre e quelli che vengono dimenticati sono la ripresentazione, reale ed attuale, della Sua presenza nel mondo”. “A Natale – aggiunge il sacerdote – nasce il Dio Povero, la cui immagine non è impressa in un calco di gesso, ma risplende sul volto di poveri, umiliati, oppressi, torturati, perseguitati, migranti, disoccupati, vittime dell’ingiustizia e quanti non hanno voce”. “È negli umili che Dio vuole essere accolto, onorato e amato”, ammonisce don Acri, evidenziando che “la piena integrazione nel tessuto sociale, dei soggetti esclusi e marginali, passa inevitabilmente da un sistema che favorisce l’inclusione, per facilitare processi di pluralismo, dialogo e promozione umana”. “Il presepe – conclude – dovrebbero rompere i muri di indifferenza di una politica disumana e disarmare i fanatici religiosi, che attentano la pace del mondo”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori