Libri: mons. Stucchi (diocesi di Milano), nel volume “Per la vita, sempre” gli editoriale su “Il Resegone”

“Una società che non ha più rispetto per la vita è una civiltà di morte, dove i morti sono, fisicamente, quelli che vengono uccisi, distrutti o quando sono ancora nel seno materno o nel fiore degli anni o durante una malattia atroce che si pensa insuperabile, ma dove i veri morti, moralmente, sono coloro che colpiscono con mani che la legge si appresta a considerare impunibili. Paradossalmente morto è chi rimane in vita avendo distrutto la vita altrui”: parole uscite nel 1976 dalla penna di mons. Luigi Stucchi, oggi vescovo ausiliare della diocesi di Milano. Allora “don Luigi” era direttore del settimanale cattolico “Il Resegone”, di Lecco. Un incarico durato dal 1973 al 1986, durante il quale Stucchi scrisse circa 600 editoriali, 150 dei quali raccolti oggi nel volume “Per la vita, sempre” (ed. Velar Marna). Emblematico il sottotitolo: “Se non si è decisi a difendere comunque la vita, che cosa si è disposti a difendere?”. I testi dell’allora direttore si concentrano infatti sui temi della difesa e promozione della vita, della famiglia, della dignità umana, del lavoro. Una presenza cristiana cosciente e coerente nella polis, quella che emerge dai testi di Stucchi, tuttora impegnato in diocesi come vicario per la formazione permanente del clero e per la vita consacrata; vive a Villa Cagnola di Gazzada (Varese), dove è presidente dell’Istituto superiore di studi religiosi – Beato Paolo VI.

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