Ius soli: mons. Galantino, “c’è chi sta lucrando basandosi sulla disinformazione”

“Il problema grave è che in Italia non c’è più la possibilità di ragionare, riflettere, confrontarsi. Subito si viene iscritti nella lista dei perdenti. E questo non è segno di civiltà. Su alcuni temi dove non c’è da perder voti, anzi c’è da guadagnarli, si è subito d’accordo. Questo è il limite della politica. Ormai stiamo trasformando tutto a merce elettorale. Questa non è politica. Non è serietà”. Lo ha detto mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo questa mattina alla trasmissione radiofonica “Circo Massimo” di Radio Capital. “La mia ossessione sono tanti ragazzi che parlano romano e napoletano che devono sentirsi dire che non sono italiani – ha aggiunto -. Ed è triste che chi sta lucrando su questa cosa lo fa basandosi sulla disinformazione: la gente non sa che lo ius soli italiano è uno ius culturae soprattutto, cioè mette alcune condizioni precise. La nostra informazione è carente, è malata, è corrotta. Il vero cancro è la mania e la malattia della comunicazione”.

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