Ilva: mons. Santoro (Taranto), “trovare una mediazione”‘e dare un “segnale” alle persone

“Secondo me si può arrivare ad un punto di incontro. Non si può alzare la posta dicendo si chiude quel giorno o non si chiude quell’altro. Ho letto il documento che il ministro Calenda ha presentato al tavolo istituzionale degli scorsi giorni e molte delle richieste avanzate da Regione e Comune sono state prese in considerazione. Ad esempio l’inizio dei lavori per la costruzione dei parchi minerali a partire da febbraio prossimo. Per la prima volta abbiamo una data. Ci sono provvedimenti positivi sul tema delle bonifiche e della salvaguardia dell’indotto, che vive una crisi terribile”. Ne è convinto l’arcivescovo della diocesi di Taranto, mons. Filippo Santoro, che interviene sulla questione Ilva. “È giusto insistere perché vengano date garanzie sulla salute dei cittadini e sull’ambiente, così come stanno facendo Melucci ed Emiliano, ma dall’altra parte non mi sembra che queste richieste siano state rigettate. Gli interessi sono comuni, bisogna trovare una mediazione sulle modalità”. Mons. Santoro parla di come la città vive questo momento. “Le persone vengono da me in grande apprensione. Hanno un’incertezza molto grande sul loro futuro. Alcuni lavoratori dell’Ilva, neanche legati ai sindacati, mi hanno incontrato per rendermi partecipe di tutta la loro preoccupazione. Va dato a questa gente un segnale, che è quello della sicurezza che si cammina tutti insieme verso una soluzione. Nel messaggio di Natale che domani renderò pubblico parlo proprio di ‘ostinazione nella speranza’. Lo dobbiamo ai nostri figli, figli di questa terra. Taranto non si può rassegnare. A partire da Betlemme, dagli ultimi, ci arriva un messaggio: la vita vince sempre. È uno stimolo per superare le divisioni e guardare con fiducia al futuro”.

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