Biotestamento: card. Bagnasco (Genova), “al medico attribuita “una funzione puramente notarile”. “Non è chiaro se è garantita l’obiezione di coscienza”

Un testo con “gravissime lacune”, che riduce il medico “ad una funzione puramente notarile”, e nel quale “non è per nulla chiaro il diritto all’obiezione di coscienza”. Incontrando i cronisti locali in occasione del Natale, il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa), è intervenuto sul tema del testamento biologico affermando che “basta leggere il testo per accorgersi come ci sono delle gravissime lacune e che l’impianto generale non rispetti la vera dignità umana e la più realistica qualità della vita”. Ha poi ricordato che nutrizione e idratazione artificiale, “il mangiare e il bere, non sono più considerate delle funzioni vitali essenziali per chiunque ma sono considerate alla stregua di terapie e pertanto possono essere sospese, eliminate”. Inoltre “non mi è chiaro il rapporto, l’alleanza medico-paziente” perché “come è sempre stato auspicabile, ed è giusto che sia, il medico – all’interno del rapporto fiduciario con il paziente, in scienza e coscienza – può avere quella libertà di giudizio nelle situazioni concrete, senza essere considerato in una funzione puramente notarile”. Per il porporato, poi, “non è per nulla chiaro, nonostante un inserimento all’ultimo momento nel testo che è stato approvato, se è garantito il diritto fondamentale all’obiezione di coscienza, da parte dei medici e del personale sanitario coinvolto”. A suo avviso, infatti, “è stato inserito un articolo, senza però fare la parola ‘obiezione di coscienza’ attraverso una locuzione molto ambigua che può essere interpretata in modi opposti”. Infine, il presidente dei vescovi europei ha ricordato che “la vera qualità della vita non è l’efficienza, o l’assoluta autonomia, ma vivere dentro a delle relazioni virtuose con gli altri tanto è vero che vi sono persone, anche molto giovani, con cultura, professionalità e benessere, che sono terribilmente soli, quindi preda di una facile tristezza e depressione”.

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