Vaccinazioni su adulti: Università Cattolica, se 900mila in più facessero l’antinfluenzale il sistema economico nazionale “guadagnerebbe” 450 milioni di euro l’anno

Solo per la vaccinazione antinfluenzale, tra giornate di lavoro che non vengono perse e minore spesa previdenziale, la vaccinazione impatta per 500 euro a persona nell’arco dell’anno. Se si riuscisse a “convincere” 900mila adulti in età lavorativa in più a vaccinarsi (rispetto ai circa 2 milioni di italiani che attualmente si vaccinano in età adulta) il sistema economico “guadagnerebbe” ben 450 milioni di euro ogni anno. Lo rivela il primo studio “Adulti vaccinati” – che adotta l’approccio dell’impatto fiscale (il c.d. “fiscal impact”) in Italia – realizzato dall’Alta Scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, presentato questa mattina presso il ministero della Salute. I numeri, spiega il rapporto, “sono ancora più eclatanti per i vaccini anti-pneumococcici e per l’herpes zoster i cui effetti, diversamente da quanto accade per il vaccino antinfluenzale, si ripercuotono per molti anni dopo l’inoculazione: per ogni euro investito nella vaccinazione anti-pneumococcica l’impatto economico è pari a 19,5 volte l’investimento: per l’herpes zoster si arriva a 21,5 volte”. Prevenire è meglio che curare, afferma Americo Cicchetti, direttore di Altems: “Le spese per le vaccinazioni, nel caso di adulti in età lavorativa, non garantiscono solo un beneficio individuale e collettivo in termini di salute, ma aiutano il sistema economico in quanto riducono le spese previdenziali e permettono anche l’incremento del gettito fiscale grazie alla maggiore crescita economica indotta dalla maggiore produttività dei lavoratori stessi”.

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