Siria: Msf, “preoccupante impatto del conflitto sulla salute. Serve maggiore assistenza umanitaria”

“L’assistenza umanitaria per le popolazioni del sud della Siria deve aumentare significativamente”. È l’appello lanciato oggi da Medici senza frontiere (Msf) in due nuovi rapporti che mettono in luce gravi bisogni sanitari delle comunità che risiedono nella parte orientale del governatorato di Daraa. Gli studi forniscono un quadro preoccupante dell’impatto del conflitto sulla popolazione. Mostrano come la violenza abbia causato lo sfollamento di quasi la metà della popolazione di Daraa est ed evidenziano gravi difficoltà di accesso alle cure per donne e bambini, con un pericoloso aumento di parti in casa e uno scarso livello di assistenza prenatale. Anche i tassi di vaccinazione destano preoccupazione, tanto che il 60% dei bambini al di sotto dei 5 anni non ha ricevuto tutte le dosi di vaccino necessarie per le malattie prevenibili. Infine, per quasi la metà delle famiglie che hanno perso un familiare nei 12 mesi precedenti le ricerche, la causa della morte è legata a un incidente militare. I medici di Msf denunciano: “Un’intera generazione è stata distrutta”.  Anche se la violenza si è attenuata, il chirurgo di un ospedale di Msf spiega come la guerra abbia distrutto le infrastrutture e causato una carenza di personale sanitario qualificato. I medici chiedono “accesso incondizionato e indipendente” alle organizzazioni umanitarie, che faticano a fornire assistenza a 13,1 milioni di siriani bisognosi di aiuto, tra cui 6,1 milioni di sfollati interni e 3 milioni che vivono in aree assediate. Al momento Msf non è presente nelle aree controllate dal governo, nonostante le ripetute richieste di accesso fatte a Damasco. Msf è preoccupata per la mancanza di alternative all’assistenza transfrontaliera, poiché la distribuzione degli aiuti umanitari continua ad essere limitata, mentre i bisogni restano elevati.

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